Si può richiedere la detrazione fiscale quando si compra un antifurto?

La normativa che riguarda le detrazioni fiscali per le casseforti e gli antifurti interessa sia i proprietari di casa che gli eventuali affittuari e inquilini: in pratica, chiunque viva effettivamente all’interno dell’appartamento in cui l’impianto di sicurezza deve essere installato. Affinché si possa beneficiare di queste detrazioni, è necessario che le spese vengano pagate attraverso strumenti tracciabili: il riferimento è, in particolare, al bonifico postale o a quello bancario, in cui devono essere specificati il codice fiscale del soggetto che richiede l’agevolazione, la partita Iva di chi riceve il pagamento e, ovviamente, la causale.

Come effettuare i pagamenti per richiedere le detrazioni

Non è consentito (ai fini del conseguimento della detrazione fiscale, ovviamente) il pagamento in contanti, dal momento che non assicura una tracciabilità adeguata: esso, di conseguenza, non assicura il diritto a usufruire delle agevolazioni previste dalle norme. In sede di dichiarazione dei redditi, in effetti, è necessario che il contribuente segnali in modo opportuno, negli spazi previsti, l’entità e la tipologia di spese che sono state sostenute. La detrazione fiscale antifurto rappresenta un bonus sicurezza vero e proprio e consiste nel 50% dell’importo che è stato pagato. Ciò vuol dire che la metà dei costi che si sostengono per l’acquisto e l’installazione di una cassaforte o di un sistema di antifurto può essere recuperata: si tratta, come appare evidente, di un ottimo incentivo per chi intende aumentare il livello di sicurezza del proprio appartamento e renderlo più protetto.

Come proteggersi dai furti

I numeri Istat mettono in evidenza che nel corso degli ultimi anni i furti in casa stanno diminuendo. Tali cifre, però, si riferiscono solo agli episodi denunciati, e non a quelli che sono realmente avvenuti, visto che non sono poche le situazioni in cui si rinuncia a rivolgersi alle forze dell’ordine per la consapevolezza che tanto sarà impossibile rientrare in possesso dei propri beni. Ma anche i dati ufficiali sono spaventosi: vengono calcolati più di 520 furti in casa ogni giorno, più o meno 1 ogni 3 minuti: ecco perché non si può fare a meno di ricorrere a un impianto di allarme.

Il riferimento normativo

Per avere tutte le informazioni in merito è necessario fare riferimento al Testo Unico delle Imposte sui redditi, rappresentato dal Decreto del Presidente della Repubblica 917/1986, e alla legge 145/2018, cioè la legge di Bilancio 2019. I destinatari delle detrazioni fiscali sono tutti coloro che sostengono le spese che riguardano l’installazione di impianti finalizzati alla prevenzione di rapine e furti con la sottrazione di beni altrui, cioè atti illeciti da parte di terzi.

Le condizioni da rispettare

Sono due i principali requisiti che devono essere rispettati per poter avere accesso alle agevolazioni: il primo è che l’abitazione per cui vengono eseguiti i lavori sia stata acquistata prima che la cassaforte e l’antifurto vengano installati; il secondo è che la casa sia registrata nel catasto (o, per usare il termine tecnico più appropriato, sia accatastata).

Come funzionano le detrazioni fiscali

L’installazione degli impianti di sicurezza, secondo la legge in vigore, fa parte delle opere di ristrutturazione edilizia per le quali sono previste detrazioni fiscali. I costi che possono essere detratti sono quelli correlati all’acquisto di qualunque genere di elemento che compone l’impianto di sicurezza: quindi non solo la centralina, ma anche i rilevatori, le telecamere, e così via. Inoltre, nella cerchia delle spese detraibili ci sono anche quelle per l’installazione di porte blindate, per la progettazione dei sistemi di sicurezza, per la realizzazione delle inferriate, per le consulenze e per i collaudi: insomma, tutti i servizi collegati all’aumento della sicurezza di un immobile.

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