Bonus Verde 2021, la “sistemazione a verde” di edifici residenziali

Come ogni anno, nel mese di Dicembre, sentiamo spesso parlare della Legge di Bilancio e dei vari Bonus che permettono ai contribuenti di riuscire a recuperare una buona parte di soldi spesi per lavori di varia natura eseguiti durante l’anno. Tra proroghe, variazioni e nuovi incentivi, la Legge di Bilancio 2021 ci dice quali spese possiamo recuperare stabilendone un limite e una durata.
Qui di seguito analizzeremo in breve la Legge di Bilancio 2021 soffermandoci su un incentivo prorogato da diversi anni: il Bonus Verde.

 

Legge Bilancio 2021

La Legge di Bilancio del 2021 è stata approvata il 30 Dicembre 2020 da parte del Senato. Tra le varie norme che prevede vi vogliamo sottolineare che è previsto: la riduzione dell’IMU al 50% e della TARI ridotta di due terzi per i pensionati non residenti in Italia, proroghe fino a fine anno dei vari bonus fiscali per gli immobili e per gli interventi di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico, un aumento del tetto di spesa massima per il bonus mobili passato da 10000 euro e 16000 euro, la sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza abitativo, incentivi riguardo il bonus idrico, modifiche e deroghe relative al Superbonus 110%, incentivi riguardo il Sismabonus e la cessione del credito o sconto in fattura, eliminazione nei limiti della prima rata IMU per l’anno 2021 ed infine il credito d’imposta per gli affitti per imprese turistico e ricettive.
Oggi, vogliamo soffermarci in modo particolare sul Bonus Verde e vi spiegheremo cos’è, come funziona e tutte le informazioni utili da sapere.

incentivi immobili
Tabella su tutti gli incentivi per gli immobili, la durata, le percentuali e i tetti di spesa.

Bonus Verde: cos’è e come funziona?

Il Bonus Verde è un bonus riconosciuto per le persone fisiche residenti in Italia e consiste in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per alcuni particolari interventi. Tra gli interventi che danno diritto alla detrazione ci sono la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili, la sistemazione a verde di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari private, anche condominiali sulle parti comuni esterne, come ad esempio balconi, giardini, terrazze, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi. Vi rientrano anche le spese di recupero del verde dei giardini di interesse storico e anche quelle del mantenimento del buono stato delle piante di notevole importanza paesaggistica, monumentale e culturale collegate alla tutela del territorio; anche le spese di progettazione e manutenzione, se relative all’esecuzione di tutti questi interventi, danno diritto all’agevolazione.

I beneficiari della detrazione sono tutti coloro che possiedono, o comunque detengono, dei diritti sull’immobile oggetto dell’intervento, pertanto non bisogna necessariamente essere i proprietari ma ne possono beneficiare anche gli inquilini e i comodatari. Un requisito fondamentale per avere diritto a questo Bonus riguarda l’unità immobiliare; essa dev’essere destinata esclusivamente per un uso abitativo, pertanto gli uffici, i negozi, magazzini e persino gli immobili di nuova costruzione, se soggetti a questi interventi, non danno alcun diritto a questa detrazione.
La massima spesa detraibile per ogni unità immobiliare è di 5000 euro, pertanto si potrà detrarre un massimo di 1800 euro per ogni immobile e il tutto verrà recuperato in dieci quote annuali in sede di dichiarazione dei redditi. Molto importante ricordare che si ha diritto a questo Bonus anche per gli interventi eseguiti sulla seconda abitazione, sempre però con una massima detrazione di 1800 euro, in quanto il Bonus Verde riguarda l’abitazione sulla quale vengono effettuati tutti i lavori. Ma cosa succederebbe se nel frattempo vendiamo la nostra casa? In caso di vendita dell’immobile oggetto dell’intervento, il Bonus Verde spetta all’acquirente e di conseguenza al nuovo proprietario, a meno che le parti coinvolte non decidano di stabilire diversamente.

Per non fare spese superflue, è bene anche sapere quali sono però quelle che non rientrano nel Bonus Verde 2021. Non danno diritto infatti alla detrazione le spese che riguardano la manutenzione ordinaria e periodica di giardini già esistenti, l’acquisto di attrezzature da giardino come tosaerba e forconi e gli interventi lavorativi in economia, come l’acquisto di materiale e tutti quei lavori eseguiti personalmente dal contribuente; pertanto tutte le spese devono essere necessariamente di natura straordinaria.
Per rientrare nel Bonus Verde 2021 il pagamento delle fatture o delle ricevute fiscali deve essere fatto attraverso mezzi tracciabili come il bancomat, carta di credito, bonifico o assegno, quindi bisogna evitare assolutamente l’uso del contante per non perdere il diritto a questo incentivo.

Una volta eseguiti tutti i pagamenti, il contribuente deve conservare ai fini del rientro nella detrazione ogni fattura e ricevuta fiscale con le relative copie dei pagamenti eseguiti, oltre ad un’autocertificazione con cui viene dichiarata che l’ammontare delle spese, sulle quali è calcolata la detrazione da parte di tutti gli aventi diritto non supera il limite massimo ammissibile di 5000 euro. Nota bene: è di vitale importanza che sia sul documento fiscale che sul pagamento sia presente il codice fiscale del beneficiario e che la causale indicata sia riferita alla relativa normativa; nel caso del bonifico, stiamo parlando del cosiddetto bonifico parlante.
A differenza di altri interventi previsti sempre nella Legge di Bilancio 2021, come ad esempio le ristrutturazioni edilizie e quelli a risparmio energetico, con il Bonus Verde non si potrà usufruire della cessione del credito e dello sconto in fattura.

 

Bonus Verde: condominio

Per gli edifici condominiali il Bonus Verde 2021 funziona in modo leggermente diverso. Sono ammessi ovviamente tutti gli interventi già descritti con l’unica differenza che devono essere eseguiti sulle parti comuni esterne condominiali. La spesa massima per ogni abitazione rimane sempre di 5000 euro, cifra che verrà moltiplicata per il numero degli appartamenti presenti nel condominio.
Il singolo condomino per poter rientrare nel beneficio fiscale dovrà aver regolarmente pagato la sua quota di spese dei lavori al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi e, in base ai millesimi condominiali, avrà la sua parte di detrazione. E l’amministratore?

L’amministratore condominiale dovrà dichiarare di aver rispettato tutti gli obblighi previsti dalla legge e dovrà inoltre certificare e confermare l’ammontare della somma ricevuta da ciascun condomino e la relativa quota di detrazione spettante. Qualora ci si trovasse nel caso di un condominio minimo, ossia quello con un numero di condomini non superiore ad otto unità abitative, senza alcun codice fiscale, sarà necessaria un’ulteriore autocertificazione in grado di dimostrare tutti i lavori effettuati che danno diritto al Bonus Verde con l’indicazione dei dati catastali del condomino, ovvero particella edificale, porzione materiale, comune catastale e subalterno.

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