Quali sono le dimensioni minime di un ascensore per disabili?

La vigente normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche prevede l’obbligo di installare un ascensore per gli immobili con più di tre piani, escluso il piano terra. Questo perché l’accessibilità è un diritto di tutti, e scale, gradini, porte troppo strette, pendenze eccessive, possono diventare ostacoli insormontabili, soprattutto per persone con ridotta capacità motoria come gli anziani e i disabili.

Per questo motivo gli ascensori o montacarichi per disabili devono avere delle dimensioni minime tali da consentire il trasporto autonomo della persona in sedia a rotelle. Queste misure variano a seconda che si tratti di un edificio di nuova costruzione o già esistente, oppure in base alla funzionalità dell’immobile, se ha un uso residenziale o si tratta di una struttura pubblica.

 

Caratteristiche degli Ascensori per disabili: misure, regole e normativa

Nel caso di abitazioni di nuova costruzione a uso non residenziale deve essere previsto uno spazio tale da contenere una cabina con una profondità minima di 140×110 cm, e uno spazio di imbarco e sbarco antistante di almeno 150×150 cm. Se, invece, l’immobile di nuova costruzione ha un uso abitativo allora le misure minime previste per l’ascensore devono essere di almeno 130 cm di profondità e 95 di larghezza.

Ancora diversa è la situazione per gli edifici residenziali già esistenti. In questo caso la profondità deve essere di almeno 120 cm x 80 di larghezza, con uno spazio di imbarco e sbarco di almeno 140×140 cm.

Le misure previste dalla normativa sono perfettamente in linea con quella che è la larghezza media di una carrozzina per disabili. Questa dipende sostanzialmente da due fattori: dimensione della seduta e campanatura delle ruote.

Generalmente le sedie a rotelle hanno una larghezza di 75 cm, tuttavia esistono in commercio carrozzine per disabili molto leggere e poco ingombranti che non superano i 50 cm di larghezza.

Oltre alle dimensioni, la normativa sugli ascensori per disabili prevede altre caratteristiche strutturali che l’elevatore deve possedere, tra cui:

  • I comandi, presenti anche in braille, devono essere compresi tra i 90 e i 120 cm da terra, in modo da consentirne l’uso alla persona in sedia a rotelle;
  • Il pulsante di stop deve essere evidente e facilmente fruibile;
  • Le porte dell’ascensore devono essere automatiche;
  • Non devono esserci dislivelli tra il pavimento della cabina e quello della zona d’arrivo o d’imbarco;
  • All’interno dell’ascensore deve essere presente un telefono o un altro dispositivo per comunicare con l’esterno.

 

La normativa sull’installazione di un ascensore per disabili in condominio

Nel caso in cui sia necessario installare l’ascensore all’interno di un edificio con più unità abitative, come un condominio, la legge prevede che il diritto all’accessibilità della persona disabile prevalga su altre ragioni di tipo estetico o funzionale.

Un condomino che voglia installare l’ascensore per necessità riguardanti la mobilità potrà farlo in ogni caso, anche senza aver ottenuto la maggioranza all’assemblea condominiale, previa autorizzazione del comune. In questo caso, tuttavia, le spese saranno esclusivamente a suo carico.

Per una divisione dei costi sarà invece necessario ottenere la maggioranza durante l’assemblea condominiale, secondo quanto stabilito dal comma due e tre dell’art. 36 del Codice Civile.

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