EcoBonus parti comuni degli edifici 2021, l’efficientamento energetico

Il mondo immobiliare sebbene sembri sempre identico a se stesso ogni anno si rinnova con nuovi decreti e nuove leggi che ne possono cambiare completamente la fisionomia. Negli ultimi anni, con la necessità di rinnovare le ormai obsolete costruzioni degli anni ’70, il Governo ha introdotto diverse leggi atte al miglioramento energetico e strutturale degli edifici, siano questi ultimi adibiti all’abitabilità oppure alla pubblica utilità.

Tra le iniziative più interessanti spicca sicuramente l’Ecobonus, presente nella nuova legge di Bilancio 2021 e che si rinnova dopo una non troppo definita collocazione nell’anno precedente.

 

Ecobonus 2020, un passo indietro

Prima di inoltrare il discorso sulle modifiche apportate dalla nuova Legge di Bilancio 2021 sull’Ecobonus è necessario riepilogare quale sia lo scopo principale della sua introduzione nel settore edilizio. Da un punto di vista tecnico la Legge di Bilancio per il 2020 stabilisce che si può usufruire di detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, tale processo è denominato Ecobonus 2020.

Sebbene lo scopo principale di tale idea sia quello di riqualificare gli edifici non conformi alle nuove normative di buona vivibilità, non tutti sono a conoscenza del fatto che esistano diverse percentuali a seconda degli interventi approvati. Il bonus infatti a seconda della tipologia di lavoro effettuato, copre un range variabile tra il 50-65-75%, identificabili con 50-65% per le civili abitazioni e 75% per i condomini.

Tali percentuali rappresentano le detrazioni fiscali che ogni individuo può sfruttare per ammortizzare le spese sostenute per i lavori eseguiti. Ma quali sono i lavori che rientrano nella Legge di Bilancio 2020? Da un punto di vista ideologico sono compresi tutti quei lavori inerenti al miglioramento energetico della struttura, ma da un punto di vista tecnico le categorie sono circoscritte a: miglioramento termico, installazione dei pannelli solari, sostituzione dei sistemi di climatizzazione ed interventi di domotica.

 

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Tabella su tutti gli incentivi per gli immobili, la durata, le percentuali e i tetti di spesa.

 

A questo punto è necessario comprendere quali siano le aliquote per approfittare della detrazione fiscale consona alle proprie spese, l’Ecobonus 2020 ha 3 aliquote come già anticipato: 50%, 65% e 70-75%.

 

Aliquota 50%

I lavori eseguiti per gli interventi inerenti la sostituzione delle finestre, all’introduzione di schermature solari, all’introduzione o sostituzione della caldaia a biomassa sono inscrivibili nella detrazione Ecobonus al 50%.

Aliquota 65%

Affinché si possa usufruire di un’aliquota al 65% è necessario effettuare lavori per: sostituzione o installazione di caldaie a condensazione, coibentazione degli involucri, pompe di calore, scaldacqua a pompa di calore, collettori solari e generatori ibridi.

Aliquota 70-75%

Questa aliquota si riferisce alle sole strutture condominiali, con un limite di spesa di 40.000€.

Aliquota 80-85%

Sebbene non sia quasi mai sottolineato, si può usufruire di un’aliquota all’80-85% nel caso in cui si effettuino lavori di riqualificazione energetica in zone sismiche.

 

Importi significativi dell’Ecobonus

L’applicazione teorica si concretizza non solo nella lavorazione manuale ma anche nel limite massimo detraibile sui costo complessivo. Il tetto massimo con l’Ecobonus 2020 è di 100.000€ per gli interventi di riqualificazione, 60.000€ per i lavori sull’involucro degli edifici, 30.000€ sulla sostituzione degli impianti di climatizzazione e 60.000€ sull’installazione di un sistema a pannelli solari atto al riscaldamento dell’acqua.

 

Superbonus 110%

La grande campagna mediatica ha posto in evidenza anche il SuperBonus 110% o anche conosciuto come Ecobonus, Sismabonus 110%. Questo non è altro che un’evoluzione dell’Ecobonus 2020 con una detrazione del 110% sui lavori di riqualificazione energetica. Grazie al decreto Rilancio si può intervenire fino al 30 giugno 2022 sul proprio edificio e sfruttare l’Ecobonus 110%, ma bisogna porre l’attenzione sulle novità rispetto al decreto legge principale dell’anno precedente.

L’Ecobonus 110% stabilisce, affinché possa essere approvata la domanda per i lavori, che il richiedente debba incrementare di almeno 2 classi energetiche la struttura interessata. Nell’Ecobonus 110% rientrano gli interventi per il cappotto termico e bisogna ricoprire almeno il 25% lordo della struttura, i limiti di spesa variano dai 50.000€ ai 30.000€ a seconda della unità immobiliari degli edifici unifamiliari.

 

Ecobonus 110% parti comuni

La gran parte delle abitazioni sul territorio italiano è accorpato a più edifici, è necessario quindi porre l’accento su quelli che sono gli interventi sulle parti comuni di questi ultimi. L’Ecobonus 110% per quanto concerne le parti comuni degli edifici focalizza la sua attività sulla sostituzione degli impianti per la climatizzazione invernale e per il riscaldamento, entrambi connessi da una centralina condivisa.

Si estende però anche alla fornitura di pompe di calore di dispositivi consoni ad incrementare l’efficienza energetica almeno alla classe A. Particolare attenzione verte sulle energie rinnovabili e l’installazione dei pannelli fotovoltaici, in questo caso per le parti comuni vengono considerati gli allacci ai sistemi di teleriscaldamento ed i connettori solari. Vi sono alcuni limiti di spesa da rispettare e sono nello specifico: 20.000€ da moltiplicare per ogni unità abitativa (massimo 8 abitazioni), 15.000€ da moltiplicare per ogni unità abitativa (con più di 8 abitazioni).

 

Le nuove modifiche Ecobonus 110%

Definito l’Ecobonus 110% e quale sia il suo scopo è opportuno focalizzarsi sulle novità introdotte nella Legge di Bilancio 2021. La scadenza prevista per l’Ecobonus 110% prevedeva una validità per i lavori svolti dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, con la Legge di Bilancio 2021 i termini sono stati prorogati fino al 30 giugno 2022, con una particolare attenzione ai condomini che potranno proseguire i lavori anche dopo questa data; questi infatti potranno proseguire fino al 31 dicembre 2022 se l’esecuzione dei lavori sarà ad una percentuale minima del 60%. Per la detrazione fiscale vengono considerate 4 quote annuali di pari importo per suddividere le spese sostenute nell’anno 2022, nell’arco di 5 anni.

Per gli spazi comuni all’interno degli edifici è stata data molta attenzione agli interventi di rimozione delle barriere architettoniche, precedentemente non inserite nell’Ecobonus 110% ed ora vincolante alla riqualificazione complessiva degli spazi comuni. La Legge di Bilancio 2021 inserisce nell’intorno dei lavori per l’Ecobonus 110% e degli spazi comuni anche la possibilità di poter effettuare installazioni di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, così da poter fornire un servizio comune e risparmiare sul medio-lungo termine.

Altra grande novità rispetto all’Ecobonus 2020 si evidenzia nel cambiamento della definizione di unità immobiliare funzionalmente indipendente, questa infatti pone l’accento sulla necessità di comprendere almeno tre installazioni per ogni unità abitativa, tra: impianto a gas, impianto idrico, impianto energia elettrica e impianto di climatizzazione per la stagione invernale.

Ecobonus 110% e gli aventi diritto

Possono usufruire dell’Ecobonus 110% diverse categorie, nello specifico: condomini, persone fisiche ma senza alcun vincolo di impresa, istituti IACP, cooperative con proprietà condivisa, associazione senza scopo di lucro, associazioni di volontariato e le associazioni sportive.

L’Ecobonus è un’opportunità interessante per tutti coloro che hanno la necessità di riqualificare il proprio edificio o migliorare gli spazi comuni detraendo parte delle spese a seconda dell’aliquota di destinazione. Sebbene l’Ecobonus 110% sia idealmente allettante vi sono ancora alcune zone grigie su cui bisogna ragionare, sebbene la suddivisione fiscale nell’arco di 5 anni con 4 rate annuali possa risultare invitante per detrarre il 110% totale, esso è ancora in fase di aggiornamento per definire le percentuali dei tecnici e delle imprese, inserendo come incognita non trascurabile l’IVA.

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